La mia postazione

La mia storia con gli UNIX
Ho iniziato con la programmazione C nel 1995, a scuola, su DOS. L'Help del (mitico) Turbo-C riferiva a funzioni DOS e funzioni UNIX. Già! Cos'era sto UNIX? A detta di qualcuno, molto superiore al DOS. Sfortunatamente, il programma scolastico prevedeva DOS. E DOS fu.
A mia memoria, ho installato il primo linux nella primavera del 99. Non ricordo con precisione, ma quasi sicuramente era una RedHat: riviste specializzate ancora non c'erano e la prima distribuzione rilasciata in edicola (che mi ricordi) era quella. La mia scarsa conoscenza dello UNIX di allora mi fece dimenticare temporaneamente Linux. Ero comunque certo che prima o poi ci avrei avuto a che fare.
Finiti gli studi, ho iniziato la mia formazione come DBA.
Un bel colpo di fortuna: ambienti enterprise, UNIX (Digital, HP-UX, AIX, Solaris), Oracle.
Per far pratica a casa con shell,
vi e quant'altro, Linux è stato decisivo.
Sebbene dall'inizio RedHat e Suse mi sembrassero più facili,
ho trovato grande naturalezza nell'utilizzo di Slackware.
La possibilità di personalizzazione, controllo e approfondimento di questa magica distribuzione mi ha fatto dimenticare ogni altra distribuzione e dalla release di allora (7.0) non ho più mollato fino ad oggi (current).
Cosa mi piace della Slackware
Semplicità di funzionamento, non d'utilizzo.
L'utilizzo di tools grafici aiuta fino a un certo punto: configurazioni avanzate e/o controllate devono quasi sempre essere fatte dai files di configurazione (questo vale per tutti i sistemi operativi). Cosa succede allora se i files sono complessi, creati da tools automatici, poco leggibili e poco commentati?
Tutto quello che sembrava facile, diventa intricato.
I files di configurazione di Slackware sono estremamente puliti, minimali, ricchi di commenti e di esempi per la customizzazione.
Anche il sistema di boot è più lineare, facilitato dallo stile BSD.
Un inno alla stabilità e alla sicurezza.
Features o sicurezza? Purtroppo questi due termini non vanno d'accordo. L'avvento del kernel 2.6 ha portato una marea di features nuove al pinguino; purtroppo questo ha fatto nascere dubbi a parte della comunità Linux sulla rigorosità nella scrittura del codice. Il numero di bugs aumenta di pari passo con il nuovo codice che viene scritto in fretta e furia per seguire le richieste delle compagnie enterprise. Slackware predilige la stabilità: il kernel 2.6 è diventato un default solo a partire dalla release 2.6.18.8, nel ramo current, ma da subito è stata disponibile la build nel ramo /testing della distribuzione.

Bevo Slackware e mi depuro.
Pat Volkerding, fondatore e mantainer di Slackware, tiene molto alla pulizia della sua distribuzione. I pacchetti che non sono strettamente necessari o che non rispettano le sue politiche di pulizia non vengono inclusi. Ad esempio, di recente è stato escluso il Desktop Environment Gnome, non perché non sia valido ma perché mantenerlo nonostante la sua sporcizia in termini di organizzazione su filesystem era impensabile.

La mia postazione...
Se ne avessi l'opportunità, probabilmente non utilizzerei Linux ma OpenBSD.
L'ho già provato a casa e ne sono entusiasta. Sfortunatamente alcune applicazioni che utilizzo sul lavoro (vedi Oracle) non funzionano su questo sistema operativo, quindi mi accontento (si fa per dire!) del pinguino.
Da quando utilizzo Linux, utilizzo Slackware. La mia installazione attuale è partita dalla 9.0 e da allora la tengo aggiornata alla current, passando per le varie release.

